
in un suo libro del 1982, intitolato Domani!, in cui Isaac Asimov riesce a ipotizzare il domani in 71 incomparabili brevi saggi nei quali descrive una vasta varietà di mutamenti che aspettano l'umanità, anche se siamo andati ben oltre a meno di 30 anni da quella data, a testimonianza dell'esponenzialità del progresso tecnologico, egli scrive testualmente:
...Sembra davvero il riproduttore ideale (parla della videocassetta) e insuperabile: un sogno. Una videocassetta che ha infiniti contenuti di ogni genere - avventuroso o documentario - integrata, portatile, che non consuma energia, non invade la privacy altrui ed è sotto il nostro pieno controllo.Che sia destinata a rimanere un sogno? Oppure un giorno si realizzerà davvero? La risposta è un sì, forte e chiaro! Non solo avremo una cassetta simile in futuro, ma l'abbiamo già oggi e, anzi, l'abbiamo da parecchi secoli. L'ideale che ho descritto è la stampa: la rivista, il libro, questo stesso volume. Leggero, individuale, utilizzabile in qualsiasi momento e come ci aggrada.
Si potrebbe obiettare che il libro, diversamente dalla cassetta che ho descritto, non produce immagini e suoni. Ebbene li produce.
Non si può leggere senza udire nella mente le parole, senza vedere le immagini da queste suscitate. Anzi, essendo suoni e immagini nostri, e non inventati per noi da un altro, sono addirittuta migliori.
Abbiamo voluto riportare questo esempio letterario per riflettere, con gli occhi di oggi, sull'importanza del libro. Probabilmente la carta stampata sta scomparendo, buon per l'ambiente ed in particolare per gli alberi, i computer attuali sono in grado di ospitare, all'interno della loro memoria di massa, moli di dati paragonabili a quelle delle più grandi biblioteche, ma vogliamo mettere il fascino della biblioteca stessa? Con la sua predisposizione alla riflessione ed al raccoglimento, caratterizzata com'è dal silenzio, rappresentativo dell'intimo confronto con il proprio pensiero?
Una piccola biblioteca, quella del DLF di Pistoia, ma ricca di volumi introvabili, donati principalmente da ferrovieri in servizio o in pensione, alcuni già passati a miglior vita, ma che, in qualche modo, si sono resi protagonisti della storia del DLF.
Viva i libri, i loro autori e chi li legge!